Anello aereonautica corso Rex

Questo eccezionale ritrovamento riguarda un anello in oro su supporto in ottone che rappresenta il corso Rex della Regia Aeronautica e che verosimilmente veniva assegnato a chi portava a termine il corso.

La Regia Aeronautica nasce nel 1923 presso l’Accademia Navale di Livorno, nel 1926 viene trasferita a Caserta, nel Palazzo Reale, dove rimase fino al 1943. Attualmente si trova a Pozzuoli (Na).

Il primo comandante e fondatore dell’Accademia fu il Capitano di Vascello Giulio Valli che ebbe l’idea di nominare i corsi con nomi che seguivano l’ordine alfabetico, il Rex fu il 14° corso nel 1936, ma dal 1956 il nome Rex fu modificato in Rostro, questo perché non c’era più il Re, anche il motto che lo seguiva da “Altitudinis” divenne “rostro adversa frango”.

 

Brano estratto da un articolo di Mario Arpino, Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare e capo di Stato Maggiore della Difesa fino al 2001:

Noi, iniziatori della seconda serie con la lettera “R” ed il colore rosso, siamo entrati in Accademia, a Nisida, il 28 ottobre 1956 e sei mesi dopo abbiamo giurato sul lungomare di via Caracciolo. Ma non siamo il Rex 2°, siamo il Rostro. L’orifiamma non ha portato in alto nel cielo il motto “rex altitudinis”, uguale al precedente, ma “rostro adversa frango”. Perché? Non lo sappiamo, una vera spiegazione nessuno ha mai saputo o voluto darcela. “Perché ora c’è la Repubblica”, si diceva allora, sommessamente. Ma c’è qualcuno che è preposto a decidere o confermare il nome dei corsi? Nessuno, dopo il Capitano di Vascello Giulio Valli. La tradizione continua da sé, nessuno può avere titolo ad interromperla. Eppure, nel 1956 qualcuno si è preso questa briga, e lo ha fatto.

 

L’anello riporta con disegni stilizzati, su una base rappresentante lo scudo sabaudo, sulla sinistra l’aquila simbolo aeronautico, la corona reale ed il bastone di comando, con sotto il motto “Rex altitudinis”, sulla destra quattro fasci riuniti quale simbolo della stretta unione che lega fra loro le quattro sezioni componenti il corso e il nome del corso Rex. A destra in basso compare un XV in numeri romani che dovrebbe indicare il quindicesimo anno dell’Era Fascista cioè 28 ottobre 1936-27 ottobre 1937. All’interno si distingue il simbolo dell’oro 750.

 

E’ inutile sottolineare l’unicità di questo ritrovamento, basti sapere che al I° corso Rex si presentarono 304 allievi, 236 furono promossi e circa 90 caddero in azione.

Stefano.

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Velletri 1944 – 2014

 Velletri 1944 – 2014

L’Associazione ha il piacere di comunicare l’inaugurazione della mostra fotografica

 riguardante la liberazione di Velletri e la battaglia che aprì le porte per Roma alla Quinta Armata Americana.

Nell’ambito della mostra è possibile visionare filmati d’epoca, uniformi e numerosi reperti dei vari eserciti

a testimonianza dei fatti avvenuti in zona.

Nell’occasione verrà presentato l’ultimo libro di Paolo Carotenuto, nuovo socio Alaris.

Il libro è un totale rifacimento dell’edizione precedente, con l’aggiunta di una serie di notizie “fresche”

 sempre confortate da testimonianze da parte di coloro che parteciparono, in prima persona, ai combattimenti

 che avvennero in quei giorni e a interviste ad anziani del luogo.

Interessante è l’apparato iconografico, con la presenza di oltre 270 fotografie in gran parte inedite.

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ELMETTO PARACADUTISTA TEDESCO FALLSCHIRMJAGER

 

 

Le foto che seguono riguardano la storia e il conseguente restauro di un ritrovamento eccezionale quanto fortuito avvenuto in zona Castelli Romani.

 

Trattasi di un elmetto da paracadutista tedesco probabilmente appartenuto a un soldato del 12° reggimento della 4° divisione Fallschirmjager inquadrata nel I° Corpo Fallschirmjager della Luftwaffe.
Questa identificazione non è stata difficile effettuarla poiché proprio questo reggimento ha costituito la retroguardia alle truppe tedesche che, dopo lo sfondamento dei fronti di Cassino e Anzio, si stavano rapidamente ritirando verso Roma per attraversarla e risalire verso nord.
In realtà il ritrovamento non è stato proprio un caso perché un nostro socio, Fabio, si diletta a studiare tutti i movimenti e soprattutto gli accampamenti delle varie truppe italo-tedesche e alleate nelle operazioni inerenti alle zone che hanno coinvolto i territori a sud di Roma negli anni 1943 e 1944.
Oltre alle solite ricerche bibliografiche e cartografiche, Fabio, si avvale di testimonianze cercate direttamente sui luoghi interessati e soprattutto studia  a fondo Google Maps, per cercare di capire come si sono evoluti i vari spostamenti.
Ad esempio ormai è risaputo che le truppe prediligevano, per i propri accampamenti, zone con copertura vegetativa, tipo foreste o pinete.
Proprio a seguito di una di queste ricerche, il nostro Socio, aveva intuito quale poteva essere stato il percorso seguito da 12° reggimento Fallschirmjager per potersi sganciare dalle truppe inseguitrici della 36° divisione USA Texas.
Abbiamo svolto più di una ricognizione lungo questo percorso senza risultati eclatanti, ma comunque le tracce erano abbastanza chiare e denotavano rapide scaramucce e brevi stazionamenti delle varie truppe impegnate.
In una di queste ultime ricognizioni veniva però trovata una fibbia Luftwaffe da cintura,
il che ci spingeva a compiere ricerche più minuziose. Ed è in una di queste che un’altro dei membri della “squadra”, Stefano, effettuava il ritrovamento in esame: elmetto Fallschirmjager mimetizzato “Italia”.

Chiaramente è stata eseguita un’indagine approfondita del luogo ma senza risultati rimarchevoli.  L’oggetto in esame, a prima vista si presentava piuttosto malandato con forte presenza di ruggine e completamente incrostato di terra e fango.Si iniziava con un primo lavaggio, specialmente all’interno, che evidenziava la presenza del cerchione e di alcune delle protezioni in gomma,le parti mancanti venivano ritrovate nella terra circostante.

Si proseguiva quindi con l’immersione in acido ossalico, un cucchiaio per ogni litro di acqua tiepida, un giorno e una notte, forse troppo, unitamente a saltuarie morbide spazzolate.

 L’eccessivo bagno in ossalico creava una falsa patina giallastra che veniva però eliminata con un opportuno lavaggio e ammollo in acqua e bicarbonato, sempre un cucchiaio per litro di acqua.

A elmetto asciutto si riapplicavano le parti di gomma mancanti con uso di Loctite e quindi il guscio veniva verniciato con spray trasparente opaco, per fissare il restauro e preservarlo nel tempo.

Il risultato è a dir poco emozionante, internamente purtroppo è presente il segno del tempo, mentre all’esterno si distingue chiaramente il colore originale con la sovrapposizione di vernici mimetiche, tipo zimmerit, con i classici colori utilizzati sul territorio italiano.

Stefano

 

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Il MISTERO RISOLTO DEL CARTELLO “ROMA”

La foto del cartello forato.

Militari USA che portano via il cartello forato.

Il secondo cartello conservato negli USA, sempre presso "The Citadel", con i riferimenti delle frecce rosse in corrispondenza dei fori i proiettile: è proprio lui.

Il cartello "Roma" esposto alla mostra.Foto inviata da Mario Botti.

Grande iniziativa del nostro vicepresidente Alessandro Bianchini
che con il suo fiuto da investigatore ha risolto uno dei misteri riguardanti
il cartello con la scritta Roma asportato dagli americani dopo la presa di Roma nel 1944, ed esposto alla mostra di Piazza Venezia.

Tutto ebbe inizio quando Mark Wayne Clark, comandante della V Armata USA si volle far immortalare con il generale Keyes e il generale Frederick accanto al cartello in questione.
In quel preciso istante un cecchino sparo’ mancando i bersagli ma centrando in pieno il cartello come immortalato in numerose fotografie.

Ma qualche tempo fa’ alla mostra militaria di piazza Venezia a Roma venne esposto un cartello che non recava i fori degli spari.

Da qui il nostro Sherlock Holmes di Alaris si mette alla ricerca del cartello sforacchiato,
e dopo varie ricerche scopre che il vero cartello si trova presso la scuola militare “Citadel”
nel South Carolina.
dopo alcuni scambi di corrispondenza la soluzione del mistero, i cartelli erano 2
e quello esposto a Roma non era quello nella foto storica.
grazie al Bianchini uno dei misteri della mostra di piazza Venezia è stato risolto……

 

 

 

 

 

 

(articolo tratto da Historiamilitaria.it)
articolo completo su http://digilander.libero.it/historiamilitaria5/cartello.htm

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Fibbia RLSV tedesca

In riferimento alla “misteriosa” fibbia tedesca trovata durante l’uscita per l’assegnazione della Seconda Coppa Alaris, ci scrive l’amico Gian Domenico Carstulovich titolare del Sito  www.mymilitaria.it/:
Trattasi di una fibbia della RLSV ( Reichsluftsport Verband ) cioè della Associazione Nazionale Volo Sportivo da semplice iscritto, non da ufficiale. E’ una fibbia piuttosto rara.
E’ probabile che la indossasse fuori ordinanza, un parà o un pilota della Luftwaffe che aveva così voluto evidenziare, la sua appartenenza alla vecchia associazione.
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Raduno seconda Coppa A.LA.RI.S

Domenica 27 ottobre 2013 si è svolto il Secondo Raduno per l’assegnazione della Coppa A.LA.RI.S. al miglior ritrovamento.

La Coppa, anche quest’anno è stata donata dal nostro socio Marco, Direttore della Filale di Velletri della Banca Popolare di Bergamo. Quest’anno, visto l’avvicinarsi del 70° anniversario dello Sbarco di Anzio, abbiamo pensato di scegliere come zona, una località che è stata teatro dell’evento in questione.

Il 2013 a differenza del 2012 è stato un anno decisamente più generoso dal punto di vista dei ritrovamenti. Il vincitore della Coppa è risultato essere Giorgio Righi. Il vincitore si è visto assegnare la Coppa per un ritrovamento veramente eccezionale: una fibbia da cinturone tedesca estremamente rara, la particolarità è che manca della scritta Gott Mit Uns, inoltre ha ritrovato una serie di piastrini italiani del tipo in zinco di cui uno in particolare riporta la dicitura Bernardi Attilio Regolo matr. 117844 D.M. ROMA. Sembra incredibile, ma potrebbe essere lo stesso Attilio Bernardi, del quale proprio oggi ne è stato festeggiato il compleanno, cento anni, dal Comune di Anzio. Al secondo posto si sono classificati ex-equo Fabio per il ritrovamento di uno splendido distintivo del The Cheshire Regiment e Gianfranco con una serie incredibile di monete russe e polacche, oltre ad un piastrino tedesco senza nominativo. Il Presidente e il Vice Presidente si sono distinti, l’uno per il ritrovamento di un pettine antipulci in rame in dotazione al R.E. e l’altro per un magnifico distintivo USA.

In ogni modo questa volta, chi più chi meno, sono rimasti tutti soddisfatti della giornata. Il tempo è stato splendido e il sole ci ha accompagnato, anche troppo, per tutta la giornata. Il pranzo si è svolto rigorosamente e frugalmente a panini, questa volta senza il consueto ruscello di vino, ma in ogni caso le malelingue raccontano di aver visto qualcuno che nascostamente, dopo il sobrio pasto, pisolava sotto un pino.

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Ritrovamento di piastrini identificativi mod.1892 in zone ww2

 

i piastriniIl ritrovamento di questi piastrini italiani costituisce un vero rompicapo per quanto riguarda le ricerche storiche sulla Seconda Guerra Mondiale in zona Castelli Romani.

 

Siffatto piastrino di riconoscimento, in zinco di circa 52 x 36 mm c.a. con quattro buchini agli angoli, scritto con inchiostro zincografico indelebile, fu adottato con circolare n° 207 nel 1892 nella Prima Guerra Mondiale e veniva cucito all’interno della giubba.

 

Questi ultimi ritrovamenti sono avvenuti sulle pendici di M.te Cavo, dove nei giorni antecedenti la liberazione di Roma,  5 giugno 1944, sono avvenuti brevi ma violenti scontri tra truppe americane, provenienti da Velletri e reparti tedeschi e italiani. Un ritrovamento di tal genere ci fa supporre che l’utilizzo di questo tipo di piastrino è proseguito, per motivi ancora da scoprire, anche nella Seconda Guerra Mondiale.

 

Nell’ultimo conflitto era in uso il modello 39, in lamina di ottone zincato, é quindi ipotizzabile che questo tipo, il mod. 92, fosse o fondo di magazzino o un sistema per economizzare sugli approvvigionamenti.

 

A seguito di precedenti ritrovamenti ci risulta che anche in altre zone, Anzio, Nettuno oltre che Castelli Romani, sono stati trovati piastrini risalenti indubbiamente alla Seconda Guerra Mondiale, ma della stessa tipologia del modello 1892.

 

In questo periodo alcune unità terrestri italiane erano impiegate a fianco dei tedeschi: Reggimento Paracadutisti Folgore, Battaglione Paracadutisti Nembo, Battaglione Fanteria di Marina Barbarigo, Battaglione Legionari SS oltre a Battaglioni e Compagnie meno noti ma comunque presenti in unità autonome o direttamente inquadrate a fianco dell’alleato germanico. In modo particolare a Velletri risulta la presenza della 5° Compagnia Granatieri di Sardegna Studenti Volontari Romani

 

La particolarità di questi piastrini è che lo spazio riservato al numero di matricola è in bianco, ma sono presenti il grado, il cognome, il nome, la classe, il distretto e la dicitura 82° reggimento fanteria 5° compagnia reclute. Quest’ultimo dato sfata un’altra teoria che vedeva l’assegnazione di questi piastrini per i soli ufficiali.

 

Fatto ancora più curioso, quasi eccezionale, è che a distanza di oltre un anno sono stati trovati, nella medesima zona, da due diversi ricercatori, piastrini ascrivibili agli stessi nominativi: Fante Vignoli Metodio, Classe 1924, Distr. Ravenna, Dep. 82° Regg. Ftr., 5° Comp. Reclute. e Fante Cappelletti Alberto stesso Reggimento e stessa Compagnia.

 

Comunque il nostro settore studi e ricerche è impegnato, tramite l’Ufficio Storico del Regio Esercito e gli Uffici dell’Esercito Italiano, a trovare esaurienti ed esaustive risposte alle nostre legittime domande. Vi terremo informati.

 

 

 

Stefano

 

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ALARIS al 69° Anniversario dello sbarco di Anzio

Anche quest’anno, l’Associazione A.LA.RI.S. ha partecipato alla 69° rievocazione dello Sbarco di Anzio, svoltasi dal 21 gennaio ed in modo particolare sabato 26 e domenica 27. Alcuni nostri elementi hanno dato una mano per lo svolgimento delle varie attività ed in modo particolare all’allestimento della mostra rievocativa dal titolo: “Oggetti e uniformi dello Sbarco” al Paradiso sul Mare. Come per gli altri anni abbiamo avuto a disposizione un paio di tavoli per evidenziare i nostri ritrovamenti, dove spiccava un elmetto tedesco con decal Luftwaffe, di recente recupero. L’affluenza del pubblico, come per gli anni scorsi, è stata particolarmente consistente, pubblico che è stato decisamente attratto dai numerosi oggetti esplicativi dei fatti accaduti su quelle spiagge. Doverosamente dobbiamo ringraziare il dott. Patrizio Colantuono, Presidente del Centro di ricerca e documentazione sullo Sbarco e la Battaglia di Anzio, e gli organizzatori Claudio Morino e Ivano Genovesi. A.LA.RI.S.

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ALARIS a Castel di Decima

Domenica 3 febbraio 2013, l’Associazione A.LA.RI.S. ha svolto una uscita di gruppo nella zona di Castel di Decima, nella Riserva Naturale di Decima-Malafede.

Per noi è stata una grande soddisfazione, perché non è facile riuscire ad avere l’autorizzazione ad effettuare una ricognizione tecnica, coadiuvati da metal detector, in una zona sottoposta a svariati vincoli.

Il tempo è stato clemente, due gocce d’acqua e temperatura più che accettabile.

Inizialmente abbiamo effettuato una ricerca a tappeto sui campi che costeggiano i bunker e quindi, con una certa emozione, ci siamo introdotti nelle trincee e nei camminamenti che tutto sommato sono abbastanza praticabili.

E’ doveroso fare un plauso all’Associazione Castrum Legionis, che è riuscita nel tempo a conservare e valorizzare tutta la zona.

E’ risaputo che Castel di Decima è stato un baluardo opposto all’avanzata degli Alleati, soprattutto Inglesi, che si stavano dirigendo a Roma.

Il 4 giugno 1944, 400 paracadutisti del 1° Btg. Folgore del Magg. Rizzatti, attestati sui rilievi di Castel di Decima nei pressi del Fosso Malpasso, riuscirono a bloccare, contrattaccando, l’avanzata di un’intera brigata inglese, rinforzata da mezzi blindati e corazzati e con l’appoggio di un Reggimento di Artiglieria. Gli inglesi, dopo una giornata di lotta, furono costretti a ripiegare. L’eroica azione dei paracadutisti italiani costò loro gravi perdite, un centinaio di uomini tra morti, feriti e dispersi.

Le nostre ricerche non hanno portato e rinvenimenti eclatanti, abbiamo comunque rilevato la presenza di numerosissime ogive e bossoli di 303 british, svariate parti di mk2 e mills, code di colpi da mortaio, contro un esiguo numero di 6.5 Carcano e qualche 8mm Breda, dal che è facile dedurre che le parti in campo erano sproporzionalmente sbilanciate a favore degli alleati. Decisamente per quei poveri ragazzi deve essere stata una prova tremenda.

Nell’operazione siamo stati coadiuvati da due paracadutisti della Folgore e non ultimo da un paio di teglie di lasagne preparate dal nostro settore femminile.

L’Associazione, comunque si mette a disposizione della Castrum Legionis ed in modo particolare di Alessandro Vasintoni, Alex, per eventuali ulteriori interventi, mirati alla ripulitura e conseguente valorizzazione della zona.

Stefano Romanini

A.LA.RI.S.

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Assegnazione coppa A.LA.RI.S

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Domenica 11 novembre 2013, si è svolto il primo raduno per l’assegnazione della Coppa A.LA.RI.S. al miglior ritrovamento.Coppa che è stata gentilmente donata da Marco, Direttore della Filiale di Velletri della Banca Popolare di Bergamo. Come località è stata scelta … Continua a leggere→

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