A ricordo di Elly, che ci ha sempre seguito nella nostra attività di ricerca,ora corre sul Ponte dell’Arcobaleno ed ha lasciato un vuoto incolmabile.
Ciao Elly.
A ricordo di Elly, che ci ha sempre seguito nella nostra attività di ricerca,ora corre sul Ponte dell’Arcobaleno ed ha lasciato un vuoto incolmabile.
Ciao Elly.
Ieri, domenica 27 maggio 2012, si è svolta la sofferta uscita Ufficiale della nostra Associazione. Erano presenti ben dieci soci su undici: un record, più un osservatore esterno ed un giornalista della rivista Milites. L’evento, anche se non è stato seguito da nessuna rete televisiva, ha avuto una grande rilevanza, soprattutto perché raro. In quanto ai risultati, soprattutto per un paio in particolare, hanno soddisfatto le nostre aspettative. L’organizzazione è stata estremamente complicata, sono state necessarie circa 280 e-mail, 125 telefonate, 6 notti in bianco, 4 riunioni preparatorie, 10 cartine topografiche, 5 rotoli di carta igienica, 2 litri di vino rosso, 1 asino etc. per riuscire a metterci d’accordo sul luogo e l’ora, comunque alla fine tutto è andato liscio. All’uopo si spera che tra un paio di mesi o al massimo all’inizio dell’autunno se ne svolga un’altra. Siamo quindi invitati, visti i nostri tempi organizzativi, degni di miglior causa, a pensare alla localizzazione della prossima. Comunque un ringraziamento a tutti per l’organizzazione e la partecipazione.
Alla prossima.
Stefano
Il Museo dello Sbarco di Anzio e A.LA.RI.S sono stati tra gli espositori della 14° edizione di Pelagos – Sea Heritage Exhibition dal 18 al 26 febbraio 2012. La campagna di promozione e valorizzazione della cultura del mare, organizzata dall’associazione MAR – Associazione per le Attività e le Ricerche Marine, ospitata all’interno del padiglione 1 di Fiera Roma in occasione di BIG BLU 2012 – Salone internazionale della Nautica e del Mare di Roma.
Il Museo dello Sbarco di Anzio è stato invitato a partecipare, in qualità di espositore, per offrire al vasto pubblico presente alla manifestazione, la possibilità di poter apprezzare testimonianze e reperti di elevata qualità e grande interesse e di conoscere le proposte culturali e gli eventi che il Centro di ricerca promuove per la conservazione e la valorizzazione della memoria storica del nostro territorio. Il Museo e ALARIS hanno esposto nel loro stand documenti, uniformi ed equipaggiamenti delle proprie collezioni e hanno proposto al pubblico una selezione di filmati d’epoca ripresi quando la Città di Anzio era stata distrutta dai bombardamenti. «La partecipazione al Big Blu 2012 – dichiara il Presidente del Centro di ricerca e documentazione sullo Sbarco e la Battaglia di Anzio, Patrizio Colantuono – rientra nelle iniziative promozionali che il nostro Centro ha avviato in occasione dei diciotto anni del Museo, per offrire più ampia visibilità alle nostre attività. Per questo abbiamo da poco lanciato il nostro nuovo sito internet, per il quale ringrazio lo staff di Pc4u srl, che a due settimane dal restyling, registra quotidianamente un sensibile incremento dei contatti».
Nella foto, Patrizio Colantuono (Responsabile del Museo dello Sbarco di Anzio) e Alessandro Bianchini (Vice Presidente di A.LA.RI.S.)
ALARIS ha collaborato con il museo dello sbarco di Anzio alla Fiera internazionale dell’economia del mare organizzata dallo “Yacht Med Festival” che si è tenuto al porto di Gaeta dal 21 aprile al 29 aprile 2012.
Questo splendido anello in argento con rilievi in oro è frutto di un ritrovamento eccezionale effettuato alcuni anni orsono da un ricercatore munito di metal-detector nella zona tra Marino e Velletri. L’anello, che misura 21 mm di diametro interno, costituisce un reperto “unico” sotto il profilo storico-collezionistico e rappresenta un vero “capolavoro” della gioielleria dell’epoca. E’ marcato al suo interno “835”, che indica il titolo dell’argento utilizzato, e “K 21” che indica il titolo dell’oro ( 21 carati ). Subito sopra la cifra “835” vi è il punzone del gioielliere purtroppo non identificabile.
Appena ritrovato e ripulito, venne immediatamente attribuito ad un reparto della Luftwaffe per il suo inequivocabile disegno anche se non fu possibile, altrettanto rapidamente, identificare il fregio in oro applicato su una lastra di onice che rappresenta un’aquila stilizzata in picchiata che tiene tra gli artigli una bomba d’aereo.Solo dopo una lunga ricerca si riuscì ad identificare quel fregio con quello dipinto sulla carlinga dei bombardieri Heinkel “He-111” assegnati alla “1./K-88” ( 1° Squadriglia del Kommando 88 ) della Luftwaffe operante in Spagna nei ranghi della “Legion Condor”, oppure sul timone di coda della “2./K-88” ( 2° Squadriglia ). Nel gennaio 1937, uno squadrone sperimentale da bombardamento ( Versuchbomberstaffel ) venne costituito dall Luftwaffe per testare i nuovi bombardieri prodotti dall’industria aeronautica tedesca, nella guerra civile spagnola. Venti Junkers-52/3m, utilizzati inizialmente per il trasporto delle truppe di Franco dall’Africa Settentrionale spagnola al territorio metropolitano, furono convertiti in bombardieri e servirono, con i nuovi arrivi, a formare le prime tre squadriglie di bombardieri della Legione Condor.Sebbene le loro caratteristiche tecniche fossero eccellenti, essi si dimostrarono presto inadeguati allo scopo in quanto superati tecnicamente dagli aerei nemici dell’Aviazione Repubblicana. Per tale motivo il loro impiego venne limitato a missioni diurne con la copertura dei caccia di scorta o a missioni notturne.Questi primi aerei non portavano alcun segno distintivo in quanto le loro missioni dovevano figurare esclusivamente come volontarie e “civili”. In seguito gli Ju-52 vennero soprannominati “Pedros” e presto portarono il loro nomignolo ( ad esempio “Pedro 1” ) scritto in bianco sulla carlinga subito dopo il motore centrale. A partire dal febbraio 1937 essi vennero gradualmente rimpiazzati dai Dornier “Do-17E-1” e dagli Heinkel “He-111B-1”. Alla fine del 1937, gli He-111 divennero predominanti nella composizione delle squadriglie K-88 e ne vennero complessivamente utilizzati 75 durante la guerra di Spagna.L´ Heinkel-HE-111 era un bimotore ad ala bassa interamente in metallo,progettato alla meta’ degli anni trenta come aereo civile e subito “arruolato” nella Luftwaffe per compiti militari. Testato in Spagna, durante la battaglia d’Inghilterra fu’ il bombardiere principe delle incursioni diurne sul territorio britannico subendo gravissime perdite.Usato anche per il traino degli alianti, dal 1943 in poi venne impiegato essenzialmente come aereo da trasporto.Ne furono costruiti oltre 7000 esemplari.
Sulla carlinga dei Dornier, venne presto scritto in bianco il loro nuovo soprannome “Pablo”. Con l’assegnazione degli Heinkel, le quattro squadriglie iniziarono ad utilizzare dei nuovi simboli apposti sulle carlinghe o sul timone di coda tra cui appunto quello presente sull’anello per gli aerei delle prime due “Staffeln”.Queste due squadriglie furono impiegate pesantemente nel famoso bombardamento della città basca di Guernica che costituì il primo test di “bombardamento a tappeto” da parte della Luftwaffe.La “1./K-88” era guidata dallo Staffelkapitaen Oberleutnant Karl von Knauer mentre la “2./K-88” era ffidata all’Oberleutnant Hans-Henning Freiherr von Beust che verrà più avanti decorato con le Foglie di Quercia per la sua Ritterkreuz, durante la campagna di Russia. Comandante del Gruppo di bombardieri “Kommando 88” era il Major Adolf Fuchs.Al termine della guerra di Spagna gli equipaggi delle squadriglie del “Kommando 88” vennero destinati ad altre formazioni della Luftwaffe, con le quali proseguirono la loro carriera militare sui diversi fronti.
A questo punto è facilmente ipotizzabile che un membro della 1° o 2° squadriglia, probabilmente un ufficiale vista la qualità e quindi il costo elevato del manufatto, abbia fatto realizzare questo anello come ricordo della sua partecipazione alle imprese della Legione Condor. Non possiamo purtroppo sapere con certezza in quale unità della Luftwaffe, tra le tante presenti sul fronte italiano dopo lo sbarco alleato di Anzio e Nettuno, questo ufficiale appartenesse nella primavera del 1944. Potrebbe aver ottenuto il brevetto di paracadutista ( come spesso accaduto tra i ranghi dei “Legionari” di Spagna ) ed essere stato quindi in forza alla “2.Fallschirmjaeger Division”, passando poi alla “4.Fallschirmjaeger Division”, costituita in Italia nell’autunno 1943, intorno ad un nucleo di unità staccate dalla 2.Fallschirmjäger-Division e rafforzata con forti contingenti di giovani reclute e numerosi volontari italiani. In seguito allo sbarco alleato ad Anzio il 22 gennaio 1944, unità della divisione ancora in via di costituzione furono inviate al fronte nell’area di Ardea e lungo la costa (area della Via Severiana). Il Fallschirmjäger-Regiment 12, passando per Albano, raggiunse Ardea e prese posizione sul Fosso della Moletta, dove venne poi raggiunto dalle rimanenti unità. La divisione combattè a La Fossa, Fossignano, Aprilia, nel fosso di Vallelata, nella Tenuta di Buonriposo, e presso Carroceto, lungo la Via Anziate.Il 13 aprile 1944 il Fallschirmjäger-Regiment 12 venne ritirato dal fronte e collocato a riposo tra Ostia e Tor Vaianica per alcune settimane, poi inviato nel settore di Velletri, a partire dal 26 maggio, venne sottoposto a forti attacchi da parte della 36a Divisione di fanteria del Texas, ancora sotto il comando del generale Fred Livingood Walker, che aveva sfondato a sorpresa la linea difensiva “Caesar” occupando il Monte Artemisio. Il giorno 31 gli scontri si concentrarono nei dintorni di Albano e Velletri e lungo la strada tra Velletri e Artena. Il 1° ed il 2 giugno, dopo aspri combattimenti, caddero Velletri, Albano e Lanuvio. I tedeschi iniziarono la manovra di ritiro e nello stesso giorno Kesselring chiese ad Hitler il permesso di abbandonare Roma. Durante questi durissimi combattimenti la 4.Fallschirmjaeger-Division subì pesanti perdite, tra le quali possiamo probabilmente annoverare anche il proprietario di questo anello. E’ interessante sapere che il comandante del Fallschirmjaeger-Regiment 10 era fino al 30 aprile 1944 l’Oberst Adolf Fuchs, cioè lo stesso ufficiale che comandava il “Kommando 88” della Legione Condor in Spagna.
Questo stesso simbolo fu usato, durante la seconda guerra mondiale, anche dal 1° Gruppo di bombardieri del “Kampfgeschwader 2” ma questa unità operò prima sul fronte occidentale e nella Battaglia d’Inghilterra e successivamente sul fronte orientale. Dall’aprile del 1944 i suoi resti vennero richiamati in patria con scopi difensivi. Comandante del III.Gruppe, dal giugno al settembre 1940, era ancora il Major Adolph Fuchs che diventa un vero e proprio “filo conduttore” di questa intrigante ricerca.
La ricerca per poter classificare l’oggetto è stata effettuata dall’amico Gian Domenico Carstulovich titolare dell’interessantissimo Sito
La scrupolosa ricerca ha potuto dare una risposta precisa ed esaustiva alla storia di un oggetto che altrimenti sarebbe stato classificato come comune anello Luftwaffe.
Bellissimo anello originale d’epoca dai dettagli eccezionali realizzato in argento punzonato “800”, con l’immagine di un teschio con le tibie incrociate. Dopo il punzone con il titolo dell’argento è presente il marchio di qualità “LN”, conosciuto come “Laurin”, che venne introdotto nel 1934 e dismesso alla fine del 1938. Questo particolare marchio venne usato dai gioiellieri tedeschi per indicare che il loro prodotto era di grande qualità e venne utilizzato soprattutto dai fabbricanti dell’area di Pforzeheim. Il terzo punzone che indicava proprio il fabbricante sembra essere “Px”, ma purtroppo non è stato possibile identificarlo.
Il suo particolare simbolismo lascia supporre che sia stato ordinato e indossato da qualche membro delle Allgemeine-SS, che in tal modo voleva evidenziare la sua appartenenza al corpo, oppure da uno di coloro che parteciparono alla costruzione del “West Wall” ( Vallo Occidentale ), la formidabile opera di fortificazioni voluta da Hitler lungo il confine francese. Molti sono i soggetti con i quali sono stati realizzati, infatti, questi anelli commemorativi ma il teschio con le tibie incrociate era uno dei favoriti tra le truppe impegnate nella costruzione del vallo o che vi stazionarono prima dello scoppio delle ostilità.
L’anello, ha una misura interna di 21 mm, quindi adatta alla mano di un uomo di taglia medio/grande, è frutto di un ritrovamento eccezionale effettuato alcuni mesi orsono da un ricercatore munito di metal-detector nella zona tra Marino e Velletri. Purtropo è quasi impossibile individuare l’unità di appartenenza del possessore dell’anello poichè in quest’area ristretta i combattimenti coinvolsero unità panzer, paracadutisti, waffen-ss, ecc.
Scheda compilata con l’ausilio del responsabile del sito
Durante un’infruttuosa caccia al cinghiale svoltasi nel mese di dicembre 2011, in una località a nord-est di Roma, ho conosciuto un cacciatore proveniente da un paesino nei pressi della battuta di caccia.
Sapendo che in quella zona, durante la Seconda Guerra Mondiale, si erano svolti dei combattimenti tra i tedeschi in ritirata e gli Alleati provenienti dal Sud e anche perché il cacciatore in questione non era più negli anni verdi, gli ho chiesto se per caso, durante altre cacciate si era mai imbattuto in reperti storico bellici riguardo agli eventi su nominati.
Il tizio candidamente mi riferiva di non aver trovato mai nulla eccetto un camion in una grotta.
Io rimanevo incredulo del suo racconto, visto che di segnalazioni ne abbiamo avute tante ma nella maggior parte dei casi infondate…e poi un camion…
Inaspettatamente, vedendo che rimanevo impassibile alla sua storia, lo stesso si offriva di accompagnarmi.
Questa sua disponibilità modificava decisamente le mie aspettative.
Ci davamo un appuntamento per la settimana successiva, avvertivo un paio di amici dell’Associazione, e ci recavamo all’incontro corredati di macchina fotografica
Abbiamo camminato circa una mezzora, scendendo in un fosso ripido e decisamente incolto, tra spini e vegetazione di ogni genere.
In fondo, massimo è stato il nostro stupore, quando alla curva di un sentiero, su una spianata prospiciente una rientranza di una parete, ci siamo trovati di fronte ad un mezzo militare.
Dopo un rapido studio è risultato essere un GMC CCKW 353 6×6 “Jimmy”, ancora con vernice originale e stella bianca su uno sportello. Le gomme sono ancora le originali, la strumentazione è quasi tutta presente, il cassone in legno risulta danneggiato perché gli è cresciuto un cespuglio dentro.
Siamo riusciti a ricostruire la storia del mezzo.
Praticamente si è guastato durante l’avvicinamento degli americani a Roma, non sono riusciti a ripararlo subito ed è stato abbandonato a bordo strada, forse con l’intento di recuperarlo in un secondo momento.
Qualcuno ha pensato bene di prenderlo e portarlo nel fosso dove giace attualmente.
Una volta riparato è stato utilizzato per portare la legna dal fosso alla strada, sfruttando le sue eccellenti qualità.
Dopo svariati anni è stato nuovamente abbandonato o perché guastatosi di nuovo o per l’eccessivo consumo di carburante.
Con fatica siamo riusciti a contattare il proprietario del terreno e quindi del mezzo, abbiamo tentato in tutti i modi di convincerlo a cederlo, ma non c’è stato verso…scarpe grosse e cervello fino.
Noi lo immaginavamo gia nei giardini di Villa Adele, sede del Museo dello Sbarco di Anzio.
Attualmente giace ancora la e purtroppo prevedo una triste e ingloriosa fine, visto che trattasi di una famiglia numerosa e con svariate proprietà.
Stefano
Questo libro, scritto da Felice Borsato ricostruisce le fasi della Seconda Guerra Mondiale, dallo Sbarco di Anzio del gennaio 1944 alla successiva distruzione di Cassino e all’ ingresso degli alleati a Roma del 4 giugno 1944.
Ho avuto il piacere di collaborare a questo libro, e questo ha portato a far conoscere il nostro hobby a chi la storia la scrive.
Infatti nel libro si parla anche di noi, che usiamo il metal detector, sperando che questo servirà a far conoscere veramente la nostra passione, anche a chi la storia la legge soltanto.
Nel libro si spiega come un hobby puo’ diventare passione per la storia e la ricerca.
Il libro propone una rilettura del drammatico biennio 1943-1945, spiegando ai lettori cosa effettivamente avvenne in quei giorni piu’ di sessant’anni fa’.
L’ Autore parla di quei momenti con dovere di cronaca, e gli riesce bene, non solo perche’ per mezzo secolo è stato un capocronista,nel senso proprio professionale del termine, ma perche, di quei fatti fu giovane testimone, diretto e indiretto.
Si affrontano gli anni decisivi della “morte della patria” uscendo dal trito clichè di fascismo/antifascismo,traditori/collaborazionisti,risveglio democratico/continuita’ dello Stato.
Lo fa’ illuminando, con cronache e documenti, il terzo sbarco in Italia degli Alleati, la poderosa linea Gustav, la barbarica distruzione di Monte Cassino, gli stupri delle truppe marocchine, la salvaguardia delle opere d ‘arte, le pagine eroiche scritte dal “Barbarigo” e dalla Decima Mas alle porte di Roma.
Questo è il quarto libro sull’argomento di Felice Borsato che continua da cronista a fare ricerca nelle zone dell’operazione Shingle.
Al libro è allegato un DVD con filmati ed interviste originali.
Il libro di 300 pagine contiene inoltre un inserto fotografico con alcuni inediti.
Il costo è di 35 euro
Edizioni Settimo Sigillo
Si puo’ ordinare in qualsiasi libreria o presso il museo dello sbarco di Anzio.
Per chi fosse interessato a sconti o promozioni mi contatti in privato.
Il 26 settembre 2010, l’ Associazione A.LA.RI.S è stata invitata a partecipare alla VIII° Convention Nazionale di AISTA, una mostra dedicata all’esposizione di targhe automobilistiche contemporanee e d’epoca.
La manifestazione si è svolta in Via Baccina, nel centro di Roma.
Alaris era presente con un proprio spazio, proponendo i ritrovamenti in tema di targhe, cimeli automobilistici e ritrovamenti di parti di mezzi bellici.
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settembre 2009 nasce A.LA.RI.S
La passione per la ricerca e la storia hanno fatto incontrate un gruppo di amici, nel corso del tempo questo ha portato alla nascita di un associazione, ALARIS., Associazione Laziale Ricercatori Storici.
L’ Associazione viene creata per un’iniziativa senza scopi di lucro, ma con motivazioni finalizzate alla possibilità di dedicare una parte del tempo libero alla ricerca storica.
L’ A.LA.RI.S si propone obiettivi importanti nel corso degli anni a livello locale, regionale e nazionale.
Ci proponiamo di poter gestire l’iniziativa in trasparenza, professionalità e in linea con le normative vigenti.


