A.LA.RI.S. a Frascati per l’8 settembre 1943

L’8 settembre 1943, durante il giorno dell’armistizio tra l’Italia e gli Alleati, Frascati subiva un pesante bombardamento americano mirato a colpire lo Stato Maggiore Tedesco in Italia in preparazione dello sbarco alleato a Salerno.

 

Nell’ambito delle manifestazioni per il 75′ anniversario di questo drammatico evento, si è svolta una mostra di foto e oggetti organizzata dall’Associazione “Civitas Tuscolana” con la collaborazione dell’Associazione A.LA.RI.S. Associazione Laziale Ricercatori Storici.

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La finalità dell’esposizione è stata quella di mostrare alle giovani generazioni quanto accaduto in quei tristi giorni.

 

L’ A.LA.RI.S. ha collaborato alla gestione degli oggetti esposti, in particolare per lo studio su un piastrino di un paracadutista americano rinvenuto, dai ricercatori dell’Associazione stessa a luglio di quest’anno, che ha permesso di identificare un particolare reggimento presente in zona nel periodo tra giugno e agosto 1944 (517th Parachute Regimental Combat Team), confermando come Frascati nello stesso periodo, sia stata uno dei punti più importanti di raccolta delle truppe in preparazione dello sbarco alleato nel sud della Francia (Operation Dragoon), avvenuto il 15 agosto.

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Gli oggetti presentati dall’Alaris hanno riguardato soprattutto materiale appartenuto ai soldati, come posaterie, gavette , borracce, rasoi, creme da barba, contenitori di cibo, boccette di medicinali, fibbie, distintivi, piastrini etc.

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Particolarmente interessanti sono stati i due diorami rappresentanti il cannone tedesco (Leopold o Anzio Express) nascosto in una galleria ferroviaria sotto Villa Senni che sparava su Anzio e la ricostruzione del B 17 abbattuto durante il bombardamento.

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Significativa la cerimonia nella quale il Presidente della Regione Lazio Zingaretti, su richiesta della Comunità di Frascati e dell’Associazione Civitas Tuscolana, concedeva una medaglia commemorativa alla famiglia Barbante per il sacrificio del loro congiunto, Ufficiale dell’ARMIR, fatto prigioniero, deceduto e disperso in Russia.

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Dopo questa esperienza non poche sono state le segnalazioni pervenute dagli anziani della città che ci consentiranno di compiere numerose ricerche per avvalorare le varie indicazioni sul territorio.

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La mostra si è svolta l’8 e il 9 settembre nella Galleria Vittorio Emanuele II e tutti gli oggetti sono ora esposti nel Museo provvisorio in P.zza Mazzini 3 fino al 30 settembre.

 

L’Associazione A.LA.RI.S ringrazia l’Associazione “Civitas Tuscolana” per la possibilità offerta di esporre gli oggetti rinvenuti dalla nostra Associazione e per la bellissima esperienza vissuta tra appassionati ricercatori storici.

 

 

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The Stars and Stripes

Il 22 Maggio 1944 arrivava nella testa di ponte di Anzio-Nettuno la 36° Divisione di Fanteria americana per rinforzare il VI Corpo d’Armata, portando il totale delle divisioni disponibili a sette,  in preparazione dell’Operazione Buffalo, che sarebbe stata lanciata solo il giorno dopo contro la 14ma Armata tedesca.

L’Operazione Buffalo, l’ultimo grande attacco da parte degli alleati dalla testa di ponte di Anzio-Nettuno contro la 14° Armata tedesca per la conquista finale di Cisterna e dei Colli Albani, spingendosi fino a Valmontone.
Il VI Corpo d’Armata americano oltrepassando Cisterna puntava in direzione di Valmontone per bloccare la ritirata delle truppe tedesche sulla Casilina.

 

Il 18 Maggio si era conclusa la battaglia di Monte Cassino (Operazione Diadem) con la conquista dell’Abbazia da parte degli alleati.

Sul secondo fronte tanto atteso, che da li a pochi giorni si sarebbe aperto in Normandia, continuava la pesante campagna aerea alleata in preparazione dello sbarco del 6 Giugno 1944 (Operazione Overlord),  come il bombardamento sul porto di Dieppe il 21 maggio 1944.

E’ in questo contesto storico che si inquadra la recente scoperta fatta nelle vicinanze di Nettuno, a dir poco eccezionale,  da parte dell’Associazione Alaris , di una copia del giornale statunitense “The Stars and Stripes” edizione “Mediterranean” datata 22 Maggio1944.20171029_131552

La scoperta è eccezionale sia per i contenuti del giornale stesso che per le modalità in cui è stato rinvenuto. La copia si trovava senza alcuna protezione a circa 20cm sotto il livello del terreno. Proprio a causa della mancanza di protezione le sue condizioni, seppur eccezionali date le circostanze, non hanno permesso il recupero completo del giornale.

 

Se ne riportano qui sotto le foto dei frammenti che è stato possibile recuperare, tra questi:

  • La testata del giornale con la data, appunto il  22 Maggio del 1944, l’edizione “Italy edition” ed il costo pari a 2 Lire.

 

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  • Una cartina raffigurante la testa di ponte di Anzio-Nettuno, stagnante ormai da mesi sulla linea di Cisterna, e la linea del fronte SUD, ormai arrivato a Fondi, dopo la caduta di Monte Cassino avvenuta solo la settimana prima. Sopra la cartina è possibile notare la frase “The Big Push Continue” , cioè “la grande spinta continua”, che lascia appunto intendere che da li a poco si sarebbe sviluppato l’ultimo attacco di sfondamento del fronte Anzio-Nettuno da parte degli alleati, iniziato poi il 23 maggio.  

 

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  • Un articolo dove si parla dei pesanti bombardamenti avvenuti su Dieppe e su altri obbiettivi della Francia settentrionale, il 21 Maggio del 1944 , che hanno coinvolto bombardieri come i Maurader e gli Havocs. Inoltre viene riportato come nello stesso giorno bombardieri pesanti alleati e la loro scorta caccia, abbiamo abbattuto 125 caccia nemici nelle loro sortite su Berlino e Brunswick (con più di 4000 missioni in un giorno)

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  • La foto in prima pagina di Monte Cassino, con il titolo “CASSINO RECONSTRUCTION” (ricostruzione di Cassino), ad una settimana dalla caduta di Monte Cassino già si pensava alla sua ricostruzione.
  • Nel giornale non mancano ritagli di fumetti tra cui il già famoso Braccio di Ferro ed  LI’L ABNER (personaggio creato da Al Capp nel 1934).

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  • I risultati delle partite di Baseball del venerdì.
  • Il programma radio di intrattenimento dei soldati al fronte, trasmesso da “Foggia Radio” (Foggia già liberata dagli alleati).

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  • Molteplici annunci pubblicitari che vanno dalle scarpe da donna, le “Pumps” a 2.69 dollari, a prodotti alimentari come le arance, utili per i soldati ancora di stanza negli Stati Uniti.

La testata giornalistica “The Stars and Stripes” , edita dal Ministero della Difesa americano, è tuttora pubblicata è stat fondata nel 1861 durante la guerra civile americana a beneficio delle truppe americane, (www.stripes.com).Durante la seconda guerra mondiale veniva pubblicata in varie edizioni a seconda del teatro di guerra.

Non ci è difficile immaginare un GI della 36° Divisione di Fanteria americana che appena arrivato a Nettuno in un momento di relax prima dell’Operazione Buffalo , legge questa copia del giornale insieme ai suoi compagni, forse commentando i risultati delle partite di baseball.

 

Goffredo

 

 

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TARGA TEDESCA

 

Questo ritrovamento effettuato da un nostro Socio  avvenuto a sud di Roma è raro quanto curioso.

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Infatti questa targa, certamente di motocicletta, ha due particolarità: la prima è che sul davanti, sopra, ha una specie di prolungamento a forma di triangolo del quale non siamo certi del suo utilizzo, decisamente doveva avere un suo scopo, per il solo fatto che, in alto, è corredato di due fori che dovevano avere un impiego ben preciso.

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L’altra è che è stata riutilizzata, infatti in fase di pulitura con acido ossalico è comparso il numero originale. Il primo è il 403965 il secondo, più vecchio, è 140135.

 

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Tornando alla protuberanza triangolare sopra la targa, l’unica spiegazione plausibile, viene da una foto trovata sul web, sembra sostenere un gagliardetto identificativo.

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La numerazione è preceduta dalle lettere WL che indica l’appartenenza alla Luftwaffe, mentre WH era la sigla della Heer.

La targa veniva fissata sul parafango anteriore di una motocicletta o sidecar o anche di un Kettenkrad.

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Le foto sono prese dal web è illustrano moto di vario tipo soprattutto Zundapp e BMW.

Le Zundapp KS 750, unitamente alle BMW R 75 furono le moto più usate dall’esercito tedesco su tutti i fronti, dal deserto del nord Africa alle nevi della Russia. Dal 1942 si provvide a standardizzare i vari componenti delle due marche in modo da renderli intercambiabili, si arrivò a creare un ibrido con la denominazione di BW 43 e a rendere intercambiabili il 70% delle parti meccaniche e della carrozzeria.

Stefano

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Distintivi tedeschi per meriti sportivi

Questi due distintivi tedeschi per meriti sportivi venivano assegnati a tutti coloro che superavano determinate prove fisiche al fine di promuovere nell’ambito della popolazione tedesca una buona preparazione fisica.

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Quello di sinistra è un recente ritrovamento di un nostro Socio, mentre quello di destra è il risultato di uno scambio in un mercatino di militaria.

In apparenza sono uguali ma in effetti, nella scrittura gotica, si evidenzia una differenza nell’ultima lettera: DRA e DRL e in più nel secondo appare in basso la svastica.

 

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DRA è l’abbreviazione di Deutscher Reichs Ausschuss, viene introdotto nel 1913 dopo le Olimpiadi, inizialmente in oro e bronzo, in seguito fu prodotto in argento e assegnato anche alle donne.

DRL è l’abbreviazione di Deutscher Reichsbund fur Leibesubungen e viene ufficializzato nel 1937 con l’apposizione della svastica in basso.

Venivano assegnati dopo il superamento di determinate prove sportive che dovevano dimostrare una buona forza e resistenza fisica e mantenerle nel tempo. Facile intuire l’importanza che aveva la preparazione fisica per i tedeschi, Hitler stesso riteneva che tutti i tedeschi le dovessero possedere.

Le prove erano cinque: nuoto, salto in lungo, lancio del peso e corsa sui 400 mt. e 10.000 mt. e dovevano essere superate in un periodo di dodici mesi.

In seguito ne venne creato uno in argento con cornice d’oro per coloro che, feriti e quindi disabili, riuscivano a dimostrare un buon livello di preparazione fisica.

I nostri due distintivi riportano sul retro il numero di serie e il nome del fabbricante.

Nel DRA si legge L.Chr. Lauer Nurnberg, fabbricante di Berlino e il codice M. Sch n° 33918

Il DRL riporta il nominativo Hensler Pforzheim e il codice D.R.G.M. 35269.

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Il distintivo veniva indossato sul taschino sinistro dell’uniforme, ne esistevano poi alcuni più piccoli che venivano inseriti nel risvolto di sinistra della giacca e altri in stoffa che venivano applicati sulle magliette.

Stefano

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Storia di un Ufficiale Italiano nella Seconda Guerra Mondiale


Questa che segue è la storia di un soldato italiano, divenuto ufficiale alcuni anni prima della Seconda Guerra Mondiale, il resoconto è stato fedelmente ricostruito sulla base di documentazione ufficiale e a seguito di corrispondenza dello stesso soldato. Carteggio rinvenuto dopo la sua morte.

Parliamo del soldato Hajnal Zoltan nato a Fiume il 29 agosto 1904. Dal suo Stato di Servizio della Repubblica Italiana, Distretto Militare di Venezia, del 22 gennaio 1949, abbiamo evidenziato i passi salienti:

3 gennaio 1925 arruolato come soldato di leva.

5 settembre 1925 inviato come A.U.C., Allievo Ufficiale di Complemento, alla scuola di Artiglieria Contraerea di Bra.

15 dicembre 1925 diviene Caporale.

15 marzo 1926 diviene Sergente.

26 giugno 1926 promosso Sottotenente di complemento al 1° Gruppo Contraerea.

30 settembre 1926 congedato e inviato al Distretto Militare di Trieste.

7 giugno 1934 richiamato alle armi per istruzione.

25 marzo 1935 promosso Tenente.

Dal 5 al 19 settembre 1939 richiamato alle armi per istruzione.

26 febbraio 1941 richiamato in servizio per esigenze eccezionali e assegnato al LXI Gruppo Artiglieria Contraerea.

8 aprile 1941 imbarcato a Bari per l’Albania.

Dall’8 al 23 aprile 1941 ha partecipato ad operazioni di guerra alla frontiera Greco-Albanese col LXI gruppo da 76/40.

7 dicembre 1941 diviene Capitano con uno stipendio di 14.700 lire.

5 gennaio 1942 trasferito al Quartiere Generale Comando Superiore FF.AA. Grecia.

Dal 18 novembre 1942 all’8 settembre 1943 ha partecipato ad operazioni di guerra nello Scacchiere Mediterraneo al Quartiere Generale dell’11° Armata

 

 


 

Questa medaglia non è ufficiale, venne fatta coniare dalle famiglie dei combattenti a ricordo dell’occupazione della Grecia.

 

 

16 settembre 1943 prigioniero di guerra dei tedeschi ad Atene. Tradotto in Germania.

Nel 1944 rientra in Italia e alla fine della guerra, il 12 maggio 1948, in sede di Giudizio Discriminatorio, gli vengono inflitti 10 gg. di A.S. (Arresto Semplice) con la motivazione di aver aderito alla R.S.I. Repubblica Sociale Italiana, la pena viene comunque condonata per Decreto Presidenziale n° 10 del 24 giugno 1946.

In ogni caso il nostro soldato riuscirà a dimostrare di essere stato costretto ad aderire per validi motivi di salute e quindi poter tornare in Italia per curarsi.

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

Riportiamo sinteticamente quanto scritto in una lettera inviata dal Capitano Zoltan al Comando Presidio Militare di Venezia il 14 luglio 1946, corredata da documentazione allegata, proprio per giustificare la sua parziale e momentanea adesione alla R.S.I. per “gravi motivi di salute”:

L’8 settembre 1943 a seguito del Radioproclama del Generale Badoglio, da parte tedesca viene notificato che tutti gli ufficiali italiani sarebbero stati concentrati in Italia, a comprova di ciò gli veniva lasciato l’armamento personale. Il 16 settembre la tradotta con circa 1000 ufficiali arrivava al confine con l’Ungheria e qui veniva comunicato che il paese non permetteva il transito di tradotte armate, con l’inganno gli italiani venivano disarmati e la tradotta proseguiva per Linz dove avrebbe dovuto deviare per il Brennero.

Interessante è il fatto che il Capitano Zoltan conosceva perfettamente l’ungherese e parlando con alcuni ferrovieri alla stazione di confine, aveva capito che sicuramente i tedeschi li avrebbero disarmati, ma per evitare un bagno di sangue, d’accordo con gli altri ufficiali, si vide costretto ad accettare la situazione.

A Linz si materializzava l’illusione e la tradotta dirigeva verso nord, attraverso tutta la Germania, fino a Stablack (Koeningsberg).

Piastrino originale del Capitano Zoltan

Lo Stalag 1 A corrisponde al campo d’internamento di Stablack, Prussia Orientale, e prese il nome dalla stazione di Stablack. Durante la guerra, dal 1939, nel campo furono rinchiusi circa 47.000 polacchi, 35.000 francesi, 23.000 belgi, dopo il 1941 30.000 russi, poi italiani e inglesi. Nel 45 con l’arrivo dei russi i prigionieri rimasti furono spostati verso occidente, ma purtroppo una parte rimase in custodia dei russi per altri sei mesi.

Da questo momento in poi è un susseguirsi di spostamenti in vari campi di concentramento, Beniaminov (Varsavia), Bikulice (Przemysl), Norimberg.

 

 

 

 

 

 

 

Nel frattempo la salute del nostro ufficiale subiva un forte deterioramento, in modo particolare gli veniva diagnosticato uno stato di avanzato congelamento alle mani.

A questo punto il Capitano si vedeva costretto ad una parziale adesione alla R.S.I., in modo particolare si impegnava a non combattere i tedeschi, pur di riuscire a rientrare in Italia per curarsi.

In Italia veniva sottoposto a svariate visite a Bologna, Ospedale Militare di Abbazia, ed infine all’Ospedale Militare di Trieste la commissione medica lo dichiarava abile per 6/10.

Dopo ulteriori peripezie venne messo in congedo dal Distretto Militare di Fiume.

 

 

 


 

 

Nella sua lettera al Presidio Militare di Venezia del 14 luglio 1946, scrive testualmente: …tengo a precisare che la mia adesione (alla R.S.I.) era soltanto formale senza alcuna intenzione di collaborazione in nessuna forma… e precisa che è riuscito a:

– non prestare un solo giorno di servizio militare dopo l’8 settembre 1943

– non frequentare nessun corso di addestramento in Germania, rimanendo sempre in qualità di internato militare

– non prestare mai giuramento

– esimersi da qualsiasi atto di collaborazione anche da civile (organizzazione Todt) che avrebbe potuto essere del benché minimo valore.

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Non entriamo nel merito di questa condensata storia riportata utilizzando documenti d’epoca, non vogliamo giudicarla ma solo raccontarla, certi che disgraziatamente, con sfumature diverse, sia stata simile per molti soldati italiani. Purtroppo è storia che dopo l’8 settembre 1943 molti soldati si sono trovati sbandati e senza ordini e malauguratamente molti di costoro furono internati in Germania come forza lavoro e molti altri, come la Divisione Aqui, sono stati sterminati pur non avendo nessuna responsabilità diretta.

 

Stefano

 

p.s. il materiale qui pubblicato è stato restituito al legittimo proprietario al fine di conservarlo per futura memoria.

 

 

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Smorzatori di vibrazioni

Superfice superiore del vassoio (di appoggio dell'apparato radio)

 

Il ritrovamento è particolare sia per la tipologia del pezzo che per la località, alle spalle di Nettuno, dove è stato effettuato, visto che nella zona non sono noti campi di aviazione.

Il pezzo è sembrato subito interessante, sia perché è stato trovato insieme a bustine di razione di caffe US Army che per la presenza di sei smorzatori di vibrazione tipici di supporti per apparati radio, del tipo tuttora usati in applicazioni aeronautiche.

Le dimensioni sono 57x20x5 cm. circa.

Dopo la pulizia degli smorzatori è emerso su ciascun cuscinetto in gomma il nome della ditta costruttrice, LORD Co. ERIE PA. (www.lord.com), con sede appunto ad ERIE Pennsylvania USA, sulle sponde dell’omonimo lago Erie.

 

La LORD, che produce tuttora smorzatori per vibrazione anche per applicazioni aeronautiche, contattata, ci ha subito risposto e messo a disposizione due ingegneri del supporto tecnico, J. Markiewicz e G. Baker, per aiutarci ad identificare il ritrovamento attraverso i disegni di progetto (blue print) disponibili nel loro archivio.

Dettaglio di uno smorzatore di vibrazione

Dopo un mese di ricerche di archivio i tecnici hanno confermato che il pezzo è un vassoio di supporto su cui veniva installata la radio, di impiego aeronautico e risalente al secondo conflitto mondiale.

Dettaglio degli smorzatori di vibrazione

Tuttavia i tecnici della LORD non sono riusciti ad identificare il tipo di aeromobile su cui era installato il pezzo per i due motivi che seguono: il primo è perché la LORD costruiva gli smorzatori che poi vendeva alla ditta costruttrice dell’apparato radio e non a quella costruttrice dell’aeromobile, il secondo perché il codice identificativo del modello degli smorzatori non è purtroppo leggibile sul pezzo, date le sue condizioni di preservazione.

A questo punto la ricerca si è spostata dagli archivi della LORD ad una ricerca sul campo presso il National Museum of the US Air Force (www.nationalmuseum.af.mil), per individuare un eventuale presenza del pezzo sugli aeromobili in esposizione presso il museo stesso. Il museo contattato direttamente dai tecnici della LORD purtroppo non ha rilevato la presenza del pezzo sugli aeromobili in esposizione.

Gli smorzatori di vibrazione

 

In conclusione, l’analisi effettuata ha permesso di indentificare il pezzo come un vassoio di supporto per l’installazione di un’apparato radio di uso aeronautico, sicuramente risalente alla Seconda Guerra Mondiale, purtroppo però non è stato possibile risalire al modello aeromobile su cui veniva installato.

La ricerca estesa nei dintorni del ritrovamento non ha evidenziato altri oggetti utili alla identificazione del modello di aeromobile, per il momento…..

Superfice inferiore del vassoio

Si ringraziano i tecnici Mr. Markiewicz e Mr. Baker per la costante collaborazione nel mese che ha interessato la ricerca negli archivi LORD e presso il National Museum of US Air Force della Wright Patterson Air Force Base di Dayton OHIO.

Goffredo

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The finding is peculiar either for the piece itself and for the back area of Nettuno (ITALY) where it has been discovered, due to the fact that there are not airfields in the area.

The piece has immediately been filed as interesting, because it was located in the same hole with american K-ration coffee bags and due to the installation of six vibration dampers typical of radio equipment, still in use for aeronautical purposes.

Dimensions are: 60x20x5 cm.

After a good cleaning, dumpers were discovered to be engraved with “LORD Co.ERIE PA” (www.Lord.com) on each rubber bearing.

Lord is the name of the dampers manufacturer, having its headquarters in Erie, Pennsylvania USA, by the lake ERIE.

Lord, which still produces vibration dampers for aeronautical application, has been contacted and reported with the finding. They immediately put us in contact with 2 technical engineers, J.Markiewicz and G. Baker who were more than helpful to identify the finding through blue prints available in their files.

After a good month of research, the two technicians confirmed that the piece is a radio support tray for aeronautical installation and dated back to Second World War.

Nevertheless, the two technicians couldn’t identify the type of aircraft model the tray was installed on, for 2 main reasons: one is because LORD built dampers to be sold directly to the manufacturer of the radio equipment and not to the aircraft manufacturer. The second is because the identifying code (part number) of the dampers model is not visible due to the preservation conditions.

At this point, the research has moved from Lord archives to the National Museum of the US Airforce ( www.nationalmuseum.af.mil) to possibly identify a piece like ours, still built in one of the aircraft exposed in the museum itself. We are still waiting for final assessment by the museum personnel.

As a conclusion, the analysis conducted has allowed us to identify the piece as a tray support for the installation of radio equipment for aeronautical use dated back World War II, but to date it wasn’t possible to certify the model of aircraft the tray was installed on.

The research conducted in the neighborhood of the finding has not given any evidence of other aircraft pieces.

A warm thank you to LORD technicians, Mr Markiewicz and Mr Baker for the constant cooperation through LORD archives and through National Museum of US Airforce from Wright Patterson Airforce Base , Dayton OHIO, USA.

Goffredo

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Cospicuo rinvenimento di fascetti MVSN

Questa galleria contiene 6 foto.

Questo sorprendente ritrovamento è stato effettuato da un piccolo gruppo di ricercatori dell’ALARIS. La particolarità del rinvenimento non sta negli oggetti in questione ma nel suo numero, circa centocinquanta pezzi, praticamente il necessario per equipaggiare ameno una compagnia. Si tratta … Continua a leggere→

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Ritrovati i resti del cadavere di un soldato tedesco ucciso a Velletri nel 1944

5 maggio 2015, ore 9,30

Dopo un anno di ricerche tramite foto e testimonianze, descritte nel mio ultimo libro –La Battaglia di Velletri- iniziano le operazioni di scavo. Si comincia con una scansione preliminare dell’area con l’uso di un metaldetector di profondità alla ricerca di ulteriori conferme del punto, già individuato grazie alla precedente ricerca con georadar.

Si focalizza una massa ferrosa abbastanza interessante che avvalora l’ipotesi di ricerca. Dopo la prima mezz’ora di scavi, eseguiti con un piccolo scavatore bobcat, vengono rinvenuti i primi frammenti ossei tra cui parte di un’arcata dentale completa di denti e si preferisce proseguire manualmente. I ritrovamenti che seguono, per la loro disomogeneità, fanno presumere che i resti siano parzialmente o totalmente stati mischiati e frantumati, da scavi successivi alla sepoltura, effettuati anni addietro per la posa di servizi e tubazioni, in cui per oscuri motivi non si è proceduto alla raccolta dei resti umani in oggetto.

Verso le 14,00 vengono rinvenuti, a fianco delle ossa di un piede, due caricatori di munizioni calibro 9 parabellum appartenenti ad un mitragliatore tedesco MP40 in dotazione ai sottufficiali. Viene anche rinvenuto un piccolo contenitore tedesco di bachelite datato 1941 contenente Losantine; una pasta bianca che i soldati tedeschi spalmavano all’occorrenza sui margini della gomma della maschera antigas prima di indossarla. Le operazioni di scavo proseguono fino alle ore 15,30 quando si decide di interrompere le ricerche.

Nonostante i continui tentativi di indagine con metaldetectors professionali non è stato possibile rinvenire il piastrino di riconoscimento metallico del soldato che avrebbe sicuramente aiutato ad identificare le generalità del caduto. Il Direttore del Cimitero tedesco di Pomezia, Filippo Contino, osservando i denti rinvenuti azzarda che possa trattarsi di un trentacinquenne.

Altri oggetti, visibili nelle fotografie d’epoca, che si sarebbero potuti trovare assieme ai resti umani erano, l’elmetto e la paletta individuale, ma non esiste la certezza che siano stati messi in buca. L’elmetto potrebbe essere stato messo all’esterno, su un paletto, in prossimità della sepoltura con l’intento di segnarla e successivamente impudentemente rimosso all’epoca da ignoti. La paletta potrebbe essere stata mantenuta all’esterno per lasciarla ad uso di civili. La piastrina di riconoscimento potrebbe essere rimasta all’interno del taschino della giacca (pratica a volte diffusa quando il soldato non gradiva tenerla al collo) che purtroppo fu depredata, a giudicare dalle fotografie, assieme alle scarpe e alla cintura dei pantaloni da sciacalli che durante il conflitto depredavano i morti di quanto non poteva più essere loro necessario.

Paolo Carotenuto

Articoli di giornali:

http://www.ilcaffe.tv/articolo/13450/ritrovati-i-resti-del-cadavere-di-un-soldato-tedesco-ucciso-a-velletri-nel-1944

Velletri – Eccezionale ritrovamento in piazza Garibaldi: resti umani sotto i sampietrini. Risalgono alla 2^ Guerra Mondiale?

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Goumiers ai Castelli Romani

L’ultimo ritrovamento effettuato in zona Castelli Romani, un piastrino di riconoscimento francese da polso, ha aggiunto un’ulteriore tassello alle prove che certificano il passaggio del Corpo di Spedizione Francese, al seguito degli americani, i famigerati “Goumiers”, nel nostro territorio.

Il piastrino porta il nome di Leroy Charles di Coulommiers, del 1918, matricola 1081. E’ noto che i soldati nord africani erano comandati da ufficiali francesi.

 

 

 

Le prime segnalazioni risalgono a qualche anno fa, inizialmente erano stati rinvenuti bossoli di 7,5 x 54 MAS, poi seguirono i ritrovamenti di alcuni bottoni con la dicitura “equipements militaires”, indubbiamente di militari con equipaggiamento francese.

 

Un anno fa abbiamo individuato una buca con presenza di alcuni caricatori di 8x50R Lebel, in pessime condizioni, la foto è presa su internet da “exordinanza.net”.

Ma la prova più inconfutabile e nello stesso tempo più triste l’abbiamo trovata in un articolo di Stefano Paolucci, storico locale, sul mensile “Il Tuscolo”.

Il Paolucci, svolgendo alcune ricerche presso l’Archivio Centrale dello Stato all’Eur si è imbattuto in alcuni documenti classificati “top secret” che riguardavano denunce alle autorità alleate, redatte dai Carabinieri, che riferivano di violenze carnali subite da donne, in alcuni casi bambine, a Grottaferrata, Frascati, Rocca Priora e Velletri. A comprova presenta un documento, del 9 giugno 1944, che riporta di uno stupro avvenuto alla periferia sud di Grottaferrata.

Nello stesso articolo viene scritto che quello pubblicato è uno dei tanti documenti che attesta il tragico passaggio di queste truppe che transitarono nel nostro territorio.

Fortunatamente queste militari furono fermati a sud di Roma e furono rischierati sulla linea Gotica a sud di Siena, dove portarono altri disastri.

Non stiamo qui a elencare i danni compiuti da queste “milizie” che oltre agli stupri furono violenze, furti, omicidi etc, quello che interessa a noi, per ora, è dare una collocazione storica a questi ritrovamenti.

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Distintivo del Ventennio

Veramente raro ritrovamento effettuato a sud di Roma del quale però dare una datazione è un’impresa ardua direi “ardita”.

In realtà gli arditi nascono nella I° Guerra Mondiale, erano una specialità dell’arma di fanteria del Regio Esercito e sembra che siano stati tra gli artefici dello sfondamento sul Piave nel 1918.

Fra le due guerre venne costituita l’Associazione Nazionale Arditi d’Italia (ANAI) e la maggioranza degli iscritti aderì al fascismo convogliando nella Federazione Nazionale Arditi d’Italia (FNAI).

Dopo il 25 luglio 1943, vengono create delle squadre d’azione composte da volontari che portavano i nomi delle vecchie squadre d’azione dei primi anni dello squadrismo milanese, tra esse appunto la “me ne frego”, motto dannunziano come segno identificativo.

Il distintivo è in metallo, con il fondo della scritta smaltato nero. E’ ovale sormontato da un teschio che regge una baionetta tra i denti, simbologia abbastanza comune per l’epoca. Non ha nessun marchio di fabbrica.

Il problema è, come è stato accennato, attribuirne una datazione, infatti l’oggetto rimane praticamente in uso dagli ultimi anni della Grande Guerra fino alla costituzione della RSI.

Stefano.

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